Padre Anselm, monaco benedettino di un monastero del Lazio, ha trascorso quarant’anni della sua vita nello stesso ritmo: Salmodia, lavoro, lectio divina, lavoro, Salmodia. Quando gli ho chiesto cosa rendesse la lectio divina diversa da una semplice lettura biblica, ha risposto con una metafora: “La lettura cerca informazione. La lectio aspetta la conversazione.” È una distinzione semplice ma profonda, e definisce la natura di una pratica che ha attraversato sedici secoli di cristianesimo e che oggi può ancora trovare uno spazio nella vita di chi la avvicina con serietà.
Cos’è la lectio divina
La lectio divina è la pratica di lettura meditativa della Sacra Scrittura tramandata dalla tradizione monastica cristiana. Le sue origini risalgono ai Padri del deserto del IV-V secolo; la formalizzazione classica si deve al monaco certosino Guigo II nel XII secolo, autore della “Scala claustralium” (la scala dei monaci) che descrive i quattro gradini della pratica: lectio, meditatio, oratio, contemplatio.
Non è studio biblico nel senso accademico. Non è un’analisi storico-critica del testo. È un atto di preghiera in cui la Scrittura viene avvicinata come Parola viva, capace di parlare al lettore qui e ora. La cornice è la fede cristiana, anche se la pratica può essere fruttuosamente esplorata anche da chi non si riconosce credente, con il rispetto dovuto alla sua origine.
I quattro gradini di Guigo, in dettaglio
Lectio: la lettura
Si sceglie un brano breve, generalmente un passo del Vangelo del giorno, un salmo, o una pericope dell’Antico Testamento. Lo si legge lentamente, ad alta voce o sottovoce. Si ripete la lettura due, tre volte. L’obiettivo è far entrare il testo nelle orecchie, nella mente, nel corpo, prima ancora che nella riflessione razionale.
Tradizionalmente la lectio è preceduta da un’invocazione allo Spirito Santo, espressione di una richiesta di guida nell’incontro con la Parola.
Meditatio: la meditazione
Si rilegge il testo con domande aperte. Quale parola, quale frase mi colpisce? Cosa mi dice il testo oggi? In quale luogo della mia vita si fa eco? Non è esegesi: è ascolto interiore di ciò che il testo, qui e ora, vuole dire.
La tradizione usa la metafora della “ruminazione”: come l’animale che mastica più volte il cibo, il meditatore ritorna sul testo, lo ripete, lo lascia depositare.
Oratio: la preghiera
Dalla meditatio nasce naturalmente la preghiera. Può essere una richiesta, una lode, un ringraziamento, un grido, un pentimento. Non è formulata: emerge come risposta al testo che ha parlato.
Per molti praticanti questa fase è la più imprevedibile: a volte la preghiera è abbondante, a volte è breve. La fedeltà alla pratica include la disponibilità ad accettare entrambe.
Contemplatio: la contemplazione
Quando le parole si esauriscono, resta il silenzio. La contemplatio è il riposo nella presenza di Dio, oltre concetti e immagini. Non è il “risultato” garantito di ogni lectio: a volte arriva, a volte no. Sant’Ignazio di Loyola e i mistici renani hanno descritto questo livello con linguaggi diversi; tutti concordano sulla sua natura di dono, non di conquista.
Strumenti pratici
Una Bibbia con buona traduzione (la Bibbia CEI 2008, la Bibbia di Gerusalemme, la Nuova Riveduta sono punti di riferimento per il lettore italiano). Un taccuino per annotazioni, parole che colpiscono, intuizioni. Una sedia comoda, una candela accesa per simboleggiare la presenza di Cristo come luce.
Il tempo: 20-30 minuti sono sufficienti per la maggior parte dei praticanti. Più importante della durata è la regolarità.

Quando praticare
La tradizione monastica privilegia il mattino presto, prima dell’attività della giornata. Per i laici la scelta dipende dalle circostanze. Tre criteri pratici.
Un orario in cui si è abitualmente svegli e attenti. Un luogo silenzioso e protetto, anche piccolo. Una ricorrenza fissa: stesso orario, stesso luogo. La regolarità costruisce un’abitudine corporea che riduce la fatica iniziale.
I testi più adatti per cominciare
Per chi inizia, alcuni testi sono particolarmente fecondi.
I Vangeli, in particolare il Vangelo di Marco (il più breve e immediato) e il Vangelo di Giovanni (di profondità contemplativa). Le pericopi liturgiche del giorno offrono un percorso strutturato che segue il calendario della Chiesa.
I Salmi, “preghiera della Chiesa per eccellenza”, sono materia inesauribile. Il salmo 23, il salmo 51, il salmo 139 sono punti di partenza riconosciuti.
Gli scritti sapienziali (Qoelet, Cantico dei Cantici) richiedono qualche attrezzo culturale ma offrono ricchezze particolari.
Esempio pratico: una lectio sul Salmo 23
Vediamo come si articolano i quattro gradini su un testo concreto. Lectio: “Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce…” Si legge lentamente l’intero salmo (sei versetti) due o tre volte ad alta voce, lasciando alle parole il tempo di risuonare.
Meditatio: ci si ferma su una parola che si è “imposta” alla coscienza durante la lettura. Per qualcuno potrebbe essere “riposare”, per altro “non manco di nulla”, per un terzo “valle oscura”. Si lascia che la parola apra associazioni con la propria vita: dove sento di “non mancare di nulla”? Dove invece si apre un vuoto? Quale “valle oscura” sto attraversando?
Oratio: dalla meditazione nasce una preghiera spontanea. Può essere un ringraziamento (“grazie per le acque tranquille che mi hai dato”), una richiesta (“fammi sentire la tua presenza nella valle che attraverso”), un pentimento (“perdonami quando confondo le acque agitate del mio fare con quelle tranquille della tua presenza”). Contemplatio: alla fine, si depongono le parole. Si resta in silenzio cinque-dieci minuti, semplicemente presenti, senza obiettivo. Se distrazioni emergono, si torna gentilmente al silenzio. Se la mente “produce” altre intuizioni, le si accoglie senza inseguirle.
Errori frequenti
Trasformare la lectio in studio
L’attenzione alle questioni esegetiche è importante, ma in altro tempo. Durante la lectio la mente analitica viene riposta dolcemente. Non si tratta di disprezzarla; si tratta di lasciarle uno spazio diverso.
Pretendere risultati emotivi
Non ogni lectio produce consolazione, lacrime, intuizioni profonde. Spesso è arida. La fedeltà alla pratica include l’aridità come parte del cammino. Il maestro spirituale francese Padre De Caussade parlava di “santo abbandono” alla volontà presente di Dio, anche quando essa appare priva di consolazione.
Confondere lectio con autoanalisi
La meditatio non è introspezione psicologica. È ascolto del testo. Il rischio della modernità è leggere la Scrittura come pretesto per parlare di sé. La tradizione invita al movimento contrario: lasciare che il testo parli, anche e soprattutto quando dice qualcosa che non si voleva sentire.
Lectio divina di gruppo
La pratica può essere svolta anche in gruppo, in formato comunitario. Una persona legge ad alta voce, segue un tempo di silenzio, ciascuno condivide brevemente la parola o la frase che lo ha colpito (senza commenti). Si rilegge, segue meditatio in silenzio, una seconda condivisione su come la parola incontra la propria vita. Si rilegge ancora, segue oratio (preghiera spontanea o silenziosa), contemplatio in silenzio comune.
Diverse parrocchie italiane hanno gruppi di lectio divina settimanali aperti a tutti i frequentatori della comunità. È una buona porta d’ingresso per imparare la pratica con il sostegno di altri.
Programma di otto settimane per chi inizia
Un percorso strutturato per chi vuole costruire l’abitudine. Settimana 1: Vangelo di Marco, capitolo 1, ogni giorno una pericope (15-20 minuti). Settimana 2: Vangelo di Marco, capitoli 2-4. Settimana 3: cinque salmi a scelta dai più amati (23, 51, 63, 130, 139). Settimana 4: Vangelo di Giovanni, prologo (1,1-18), letto e rilavorato per cinque giorni di seguito. Settimana 5: Discorso della Montagna (Matteo 5-7) suddiviso in cinque sessioni. Settimana 6: tre salmi penitenziali (32, 51, 130) per tre giorni ciascuno. Settimana 7: Cantico dei Cantici, capitoli 1-3. Settimana 8: ripresa libera dei testi che hanno colpito di più, integrazione e bilancio del cammino.
Al termine delle otto settimane si ha una struttura stabile e materiale per continuare autonomamente. Per chi vuole un accompagnamento più strutturato, le offerte di formazione spirituale dell’Conferenza Episcopale Italiana e dei centri diocesani comprendono percorsi guidati di lectio divina aperti a tutti.
Risorse italiane
Carlo Maria Martini, cardinale di Milano, ha scritto opere fondamentali sulla lectio divina che hanno influenzato la pratica italiana contemporanea. Le sue catechesi giovanili a Milano negli anni ’80 e ’90 hanno formato generazioni di praticanti laici.
Le edizioni Qiqajon (Comunità di Bose) pubblicano da decenni testi di altissima qualità sulla lectio divina e sulla tradizione monastica. Le edizioni Paoline, Dehoniana, Cittadella offrono cataloghi rigorosi.
Lectio divina e psicoterapia: due linguaggi distinti
Una precisazione utile per chi pratica entrambe. La lectio non è terapia, e la terapia non è lectio. La lectio si rivolge a Dio, la terapia al sé. La lectio è libera dalla contropartita economica del setting clinico, la terapia ne ha bisogno per funzionare. La lectio non interpreta sintomi, mentre la terapia li elabora. Sono pratiche complementari che possono coesistere nella vita di una stessa persona, ma a non confonderle.
Padri spirituali esperti (gesuiti, benedettini, sacerdoti formati alla guida spirituale) sono in grado di accompagnare il cammino della lectio. Per situazioni di sofferenza psichica significativa è invece opportuno il confronto con uno psicoterapeuta. La saggezza pratica è di tenere separati i due piani senza opporli.
Centri e scuole di lectio divina in Italia
Per chi vuole approfondire la pratica della lectio divina con guide qualificate, alcuni riferimenti italiani meritano conoscenza. Il Centro Aletti di Roma, fondato dal cardinale Tomas Spidlik nel 1991, è un riferimento per la spiritualità della lectio integrata con la dimensione orientale e con l’arte sacra. Il Centro offre periodicamente corsi di lectio divina per laici, sacerdoti e religiosi, con un approccio che integra l’esegesi biblica con la teologia mistica orientale e occidentale. La Bose, comunità monastica fondata da Enzo Bianchi nel 1965 in Piemonte, ha sviluppato negli ultimi decenni una pedagogia della lectio divina particolarmente apprezzata dalla teologia post-conciliare italiana, con numerosi sussidi pubblicati dalle Edizioni Qiqajon che rappresentano un riferimento bibliografico essenziale.
L’Associazione Biblica Italiana (ABI), con sede principale a Roma e sezioni regionali, organizza periodicamente corsi di lectio divina aperti ai laici, con docenti accademici che integrano competenza biblistica e tradizione spirituale. La rivista “Parole di Vita” pubblicata dalle Edizioni San Paolo è un sussidio mensile di lectio divina sui testi liturgici delle settimane successive, distribuito in oltre cinquemila parrocchie italiane. La Comunità di Sant’Egidio, presente con sezioni in tutte le grandi città italiane, integra la lectio divina nella propria spiritualità laicale ed organizza incontri settimanali di lettura comunitaria della Scrittura aperti a chiunque sia interessato.
Sul versante monastico, oltre ai monasteri benedettini, anche le comunità monastiche femminili hanno ruolo significativo nella diffusione della lectio. Il monastero di Vitorchiano, il monastero della Visitazione di Soresina, il monastero di Vallechiara di Sotto il Monte ospitano regolarmente ritiri di lectio divina per laici, con docenti monaci e monache che hanno sviluppato pedagogie specifiche. Per chi cerca un’esperienza più strutturata, il Pontificio Istituto Biblico di Roma offre corsi di breve durata e summer school che integrano formazione esegetica e introduzione alla lectio.
Per la formazione personale a distanza, alcune piattaforme online italiane offrono corsi qualificati. Il portale del Servizio della Parola della CEI pubblica settimanalmente sussidi di lectio sui Vangeli domenicali. Il sito della Fraternità di Romena fondata da don Luigi Verdi in Toscana offre approfondimenti spirituali integrati con la lectio. La Pontificia Università Gregoriana ha attivato corsi MOOC accessibili gratuitamente che includono moduli di lectio divina inseriti in percorsi di formazione spirituale più ampi. Padre Innocenzo Gargano, biblista benedettino tra i maggiori esperti italiani, e Bruno Maggioni, esegeta scomparso nel 2020 ma le cui opere restano riferimento, sono autori da consultare per chi cerca testi italiani autorevoli sulla lectio divina.
Domande frequenti
Posso fare lectio se non sono cattolico? La pratica nasce in cornice cattolica ma è praticata anche in tradizioni protestanti e ortodosse. Per chi non è credente, la pratica può essere avvicinata come esercizio di lettura meditativa con consapevolezza dell’origine spirituale.
Devo seguire un calendario liturgico? Non obbligatoriamente. Seguire il lezionario della liturgia del giorno offre il vantaggio di un percorso strutturato, ma anche un libro biblico letto in continuità è una via valida.
Cosa fare se mi distraggo? La distrazione è parte normale della pratica. Quando ci si accorge della distrazione, si torna gentilmente al testo. Non c’è giudizio.
Esistono app di supporto alla lectio? Sì. App come “iBreviary”, “Lectio Divina Quotidiana” e “Vangelo del giorno” delle edizioni San Paolo offrono pericopi liturgiche, brevi commenti e versioni della Bibbia. Vanno usate con discrezione, perché lo schermo è anche una fonte di distrazione.
Una pratica per il proprio tempo
La lectio divina nel 2026 trova una società di rumore costante e di frammentazione attentiva. Proprio per questo la sua proposta è preziosa: pochi minuti al giorno con un testo, in silenzio, in attesa di una conversazione che eccede la nostra comprensione. Non promette esperienze straordinarie. Promette qualcosa di più semplice e più raro: una fedeltà quotidiana che, mese dopo mese, anno dopo anno, trasforma il modo in cui si abita il tempo. Per chi cerca uno strumento contemplativo essenziale, profondamente radicato nella tradizione cristiana, è una porta che non chiude mai.
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Disclaimer: il contenuto è informativo e formativo. La pratica della lectio divina si arricchisce con l’accompagnamento di una guida spirituale qualificata, soprattutto nei momenti di particolare difficoltà o aridità.
Risorsa esterna: Pontificia Commissione Biblica.
