candle prayer light (foto: President Of Ukraine / CC0, Wikimedia Commons)

Cos’è il digiuno?

L’astinenza volontaria dal cibo per un tempo, praticata come esercizio spirituale e di fede, come cammino di purificazione interiore, di preghiera e di solidarietà: il digiuno è una pratica antica e diffusa, presente nella tradizione cristiana e in molte tradizioni religiose. È un tema che desidero trattare con rispetto e con un’importante attenzione alla salute. Il digiuno è, in senso religioso e spirituale, l’astinenza volontaria dal cibo, totale o parziale, per un tempo determinato, praticata come esercizio spirituale — di penitenza, purificazione, preghiera, autocontrollo e solidarietà —, come espressione di fede e cammino interiore, e non come dieta o metodo dai benefici garantiti. Ma che cos’è esattamente il digiuno, di cosa si tratta e come lo si può inquadrare con rispetto e attenzione alla salute? Il digiuno è l’astinenza volontaria dal cibo praticata come esercizio spirituale e di fede. È una pratica di fede, presentata con rispetto, non una dieta né un metodo dai benefici garantiti, e va vissuta con prudenza e attenzione alla salute.

In questo articolo di Volosilente vorrei proporre, con rispetto per la fede e le tradizioni religiose, uno sguardo su che cosa sia il digiuno come pratica spirituale e come lo si possa inquadrare. Ne parlo soprattutto a partire dall’esperienza cristiana, che conosco da vicino come monaco benedettino, nel rispetto delle altre tradizioni e di chi non condivide questa fede. È importante dire con chiarezza fin dall’inizio due cose. La prima: il digiuno, nel suo senso spirituale, appartiene alla dimensione della fede e della vita spirituale, ed è vissuto in molte tradizioni come un esercizio prezioso di penitenza, purificazione, preghiera, autocontrollo e solidarietà; come tale non è oggetto di prova scientifica e va presentato con rispetto, senza pretese di dimostrazione né promesse di benefici garantiti, e non va confuso con una dieta o un metodo di salute. La seconda, di grande importanza: il digiuno, anche spirituale, riguarda il corpo, e va sempre vissuto con prudenza e attenzione alla salute. Non è adatto a tutti: in gravidanza, in presenza di patologie, di disturbi del comportamento alimentare o di condizioni particolari, è indispensabile consultare il medico; e non va mai portato all’eccesso o forzato in modo dannoso. La salute è un valore da rispettare. Questo articolo è pensato come uno spunto rispettoso.

Che cos’è il digiuno?

Il digiuno è, in senso religioso e spirituale, l’astinenza volontaria dal cibo, totale o parziale, per un tempo determinato, praticata come esercizio spirituale e di fede. Non si tratta, in questo senso, di una privazione fine a se stessa o di un metodo per dimagrire, ma di una pratica dal significato spirituale e interiore, presente in molte tradizioni religiose. Il digiuno, nella prospettiva spirituale, ha diversi significati. Vi è il digiuno come penitenza e purificazione: un cammino di distacco, di sobrietà, di purificazione interiore. Vi è il digiuno come sostegno alla preghiera: molte tradizioni uniscono il digiuno alla preghiera, come modo di disporre il corpo e lo spirito all’ascolto e all’incontro con Dio. Vi è il digiuno come esercizio di autocontrollo e di libertà: imparare a dominare i propri desideri, a non essere schiavi del cibo e degli appetiti. E vi è il digiuno come solidarietà: privarsi per condividere, ricordare chi ha fame, destinare ad altri ciò a cui si rinuncia. Nella tradizione cristiana, il digiuno ha un posto importante, ad esempio nei tempi penitenziali come la Quaresima, ed è tradizionalmente unito alla preghiera e alla carità. Il digiuno, in senso spirituale, non riguarda solo il cibo: si parla anche, in senso più ampio, di “digiunare” da altre cose. È importante chiarire subito che il digiuno spirituale non è una dieta né un metodo dai benefici garantiti, e va vissuto con prudenza e attenzione alla salute. È importante inquadrare il digiuno come astinenza volontaria dal cibo praticata come esercizio spirituale e di fede. Questa astinenza dal significato spirituale è ciò che si intende per digiuno.

Capire che cos’è il digiuno aiuta a inquadrarlo con rispetto. Esso è l’astinenza volontaria dal cibo praticata come esercizio spirituale e di fede. Questo carattere lo contraddistingue. Come sempre, vale il fatto che appartiene alla dimensione della fede e va vissuto con prudenza. Capire che cos’è il digiuno aiuta a inquadrarlo con rispetto, poiché si riconosce che è l’astinenza volontaria dal cibo dal significato spirituale, non una dieta, che ha i significati di penitenza, purificazione, sostegno alla preghiera, autocontrollo e solidarietà, che nella tradizione cristiana è unito alla preghiera e alla carità, e che va vissuto con prudenza e attenzione alla salute.

Il senso spirituale del digiuno

Un aspetto che desidero presentare con rispetto, come esperienza di fede, è il senso spirituale del digiuno nelle tradizioni che lo praticano, e in particolare in quella cristiana. Il digiuno, per il credente, non è anzitutto una prova di forza o una privazione fine a se stessa, ma ha un profondo significato interiore. In primo luogo, è un esercizio di libertà interiore e di autocontrollo: imparando a dominare l’appetito e a non essere schiavi del cibo, si esercita quella padronanza di sé che libera anche da altri attaccamenti. In secondo luogo, il digiuno è tradizionalmente legato alla preghiera: il alleggerirsi, il fare vuoto, il distaccarsi dal cibo aiuta, per molti, a disporre il cuore alla preghiera e all’ascolto di Dio. In terzo luogo, è legato alla penitenza e alla conversione: come segno di pentimento, di umiltà, di desiderio di cambiare. In quarto luogo, è legato alla solidarietà e alla carità: privarsi per condividere con chi ha bisogno, ricordare chi soffre la fame. La tradizione cristiana insiste molto su questo legame tra digiuno, preghiera e carità: un digiuno vissuto solo come privazione esteriore, senza amore e senza apertura al prossimo, perde il suo senso. Vorrei ribadire, con onestà, che presento tutto questo come esperienza di fede, senza pretese di dimostrazione, nel rispetto di chi non la condivide. Capire il senso spirituale del digiuno aiuta a coglierne il significato interiore, come esperienza di fede.

Capire il senso spirituale del digiuno aiuta a coglierne il significato interiore, come esperienza di fede. Esso è esercizio di libertà interiore, sostegno alla preghiera, segno di penitenza e via di solidarietà. Questo senso è significativo. Come sempre, vale il fatto che lo presento con rispetto, come esperienza credente. Capire il senso spirituale del digiuno aiuta a coglierne il significato interiore, poiché si riconosce che per il credente non è una privazione fine a se stessa ma un esercizio di libertà interiore e autocontrollo, un sostegno alla preghiera, un segno di penitenza e una via di solidarietà, tradizionalmente unito nella fede cristiana alla preghiera e alla carità.

Idea comune e realtà

Aspetto Idea comune Realtà
Natura Una dieta o un metodo per dimagrire Un esercizio spirituale e di fede
Scopo Benefici fisici garantiti Penitenza, preghiera, autocontrollo, solidarietà
Senso Sola privazione esteriore Legato alla preghiera e alla carità
Salute Adatto a tutti, senza cautele Richiede prudenza; non per tutti; medico se serve
Nucleo Astinenza dal significato spirituale, con attenzione alla salute

Digiuno, salute e prudenza: attenzione essenziale

Un aspetto che desidero sottolineare con particolare forza e responsabilità, per onestà e per la tutela della salute, riguarda la prudenza e l’attenzione alla salute nel digiuno. Il digiuno, anche quando è praticato per motivi spirituali, riguarda il corpo, e va sempre vissuto con prudenza, misura e attenzione alla salute, che è un valore prezioso da rispettare. Alcuni punti sono fondamentali. Primo: il digiuno non è adatto a tutti. In gravidanza e allattamento, nei bambini, negli anziani fragili, in presenza di patologie (come il diabete e molte altre), di condizioni particolari o di terapie, il digiuno può essere dannoso o controindicato: in questi casi è indispensabile consultare il medico prima di praticarlo, e spesso astenersene. Le stesse tradizioni religiose, del resto, prevedono dispense per chi non può digiunare per motivi di salute. Secondo, e di grande importanza: chi soffre o ha sofferto di disturbi del comportamento alimentare deve prestare massima attenzione, poiché il digiuno può essere rischioso e innescare o alimentare dinamiche dannose; in questi casi è fondamentale il confronto con i professionisti competenti. Terzo: il digiuno non va mai portato all’eccesso o forzato in modo dannoso per la salute; segnali come malessere, debolezza eccessiva o problemi vanno ascoltati. Quarto: il digiuno spirituale non è una dieta né un metodo di salute dai benefici garantiti; per le questioni di alimentazione e di salute il riferimento sono il medico e i professionisti competenti. La fede non chiede mai di danneggiare la salute. Capire il legame tra digiuno, salute e prudenza aiuta a viverlo con attenzione, misura e, quando serve, con il medico.

Capire il legame tra digiuno, salute e prudenza aiuta a viverlo con attenzione, misura e, quando serve, con il medico. Il digiuno non è adatto a tutti, richiede prudenza e, in molte condizioni, il consulto medico. Questa attenzione è importante. Come sempre, vale il fatto che la fede non chiede mai di danneggiare la salute. Capire il legame tra digiuno, salute e prudenza aiuta a viverlo con attenzione, misura e, quando serve, con il medico, poiché si riconosce che il digiuno riguarda il corpo e va vissuto con prudenza, che non è adatto a tutti — in gravidanza, con patologie o disturbi alimentari è indispensabile il medico e spesso astenersene —, che non va mai forzato in modo dannoso, e che non è una dieta né un metodo dai benefici garantiti.

Il digiuno nelle diverse tradizioni religiose

Un aspetto che desidero richiamare, con rispetto, è che il digiuno, pur avendo un posto importante nella tradizione cristiana, è presente in forme proprie in molte tradizioni religiose del mondo. In diverse fedi esistono tempi, forme e significati propri del digiuno: momenti dell’anno dedicati all’astinenza e alla penitenza, digiuni legati a particolari festività o cammini spirituali, pratiche di astinenza unite alla preghiera e alla purificazione. Questa presenza diffusa del digiuno, in forme diverse, testimonia come l’astinenza dal cibo per motivi spirituali risponda a un’esperienza umana e religiosa profonda: il desiderio di purificarsi, di disporsi alla preghiera, di esercitare la libertà interiore, di solidarizzare con chi soffre. Le diverse tradizioni di digiuno vanno accostate con rispetto, riconoscendo la ricchezza e le specificità di ciascuna, senza superficiali paragoni o giudizi. Vorrei ribadire che presento questa varietà con rispetto per ogni tradizione e per il cammino di ciascuno. È importante, come sempre, ricordare che in tutte le tradizioni il digiuno va vissuto con prudenza e attenzione alla salute, e che molte tradizioni prevedono dispense per malati, donne in gravidanza, bambini, anziani e per chi non può digiunare. Capire il digiuno nelle diverse tradizioni religiose aiuta ad accostarlo con rispetto per la ricchezza di ciascuna.

Capire il digiuno nelle diverse tradizioni religiose aiuta ad accostarlo con rispetto per la ricchezza di ciascuna. Esso è presente in forme proprie in molte fedi, come esperienza umana e religiosa profonda. Questa presenza è significativa. Come sempre, vale il fatto che in tutte le tradizioni va vissuto con prudenza e attenzione alla salute. Capire il digiuno nelle diverse tradizioni religiose aiuta ad accostarlo con rispetto per la ricchezza di ciascuna, poiché si riconosce che è presente in forme proprie in molte fedi, con tempi e significati specifici, che testimonia un’esperienza spirituale profonda di purificazione, preghiera e solidarietà, e che in tutte le tradizioni va vissuto con prudenza e con le dispense previste per chi non può digiunare.

Il “digiuno” in senso più ampio

Un aspetto che desidero approfondire, con rispetto, è il senso più ampio del “digiuno”, che nella tradizione spirituale non riguarda solo il cibo, ma può estendersi anche ad altre dimensioni della vita. Accanto al digiuno dal cibo, molte riflessioni spirituali parlano di “digiunare” anche da altre cose: dalle parole in eccesso, dalle chiacchiere e dalla maldicenza; dagli eccessi di consumo e di possesso; dalle distrazioni, dagli schermi e dal rumore continuo; dalla fretta e dall’attivismo; da tutto ciò che riempie e disperde. Questo “digiuno” più ampio ha lo stesso spirito di quello dal cibo: creare spazio, alleggerirsi, liberarsi dagli eccessi e dagli attaccamenti, disporre il cuore all’essenziale, alla quiete, alla preghiera e all’ascolto. In un’epoca segnata dall’eccesso e dalla dispersione, questa idea di “digiunare” da ciò che riempie e disperde — fare spazio e silenzio, ridurre il superfluo — ha una particolare attualità, e si intreccia con valori come la sobrietà e il raccoglimento. Vorrei precisare che presento anche questo come dimensione spirituale, nel rispetto di chi non la condivide, per il quale l’idea di alleggerirsi dagli eccessi conserva un valore umano. Diversamente dal digiuno dal cibo, questo “digiuno” più ampio non pone particolari questioni di salute. Capire il “digiuno” in senso più ampio aiuta a coglierne lo spirito di alleggerimento ed essenzialità, oltre il solo cibo.

Capire il “digiuno” in senso più ampio aiuta a coglierne lo spirito di alleggerimento ed essenzialità, oltre il solo cibo. Esso può estendersi al digiunare da parole in eccesso, distrazioni ed eccessi, per fare spazio all’essenziale. Questo senso è significativo. Come sempre, vale il fatto che lo presento come dimensione spirituale, nel rispetto di ogni cammino. Capire il “digiuno” in senso più ampio aiuta a coglierne lo spirito di alleggerimento ed essenzialità, poiché si riconosce che nella tradizione spirituale il “digiuno” non riguarda solo il cibo ma può estendersi al digiunare da parole in eccesso, distrazioni, schermi ed eccessi, con lo stesso spirito di creare spazio e disporsi all’essenziale, in un’idea particolarmente attuale che si intreccia con la sobrietà.

Domande frequenti

Che cos’è il digiuno?

Il digiuno è, in senso religioso e spirituale, l’astinenza volontaria dal cibo, totale o parziale, per un tempo determinato, praticata come esercizio spirituale — di penitenza, purificazione, preghiera, autocontrollo e solidarietà —, come espressione di fede e cammino interiore, e non come dieta o metodo dai benefici garantiti. Il digiuno è quindi l’astinenza volontaria dal cibo praticata come esercizio spirituale e di fede; è una pratica di fede, presentata con rispetto, non una dieta né un metodo dai benefici garantiti, e va vissuta con prudenza e attenzione alla salute.

Il digiuno è una dieta o un metodo per dimagrire?

No, il digiuno di cui parliamo, nel suo senso spirituale, non è una dieta né un metodo per dimagrire: è un esercizio spirituale e di fede, dal significato interiore di penitenza, preghiera, autocontrollo e solidarietà. Presentarlo come un metodo dai benefici fisici garantiti ne travisa il senso; per le questioni di alimentazione e salute il riferimento è il medico. Il digiuno spirituale non è quindi una dieta o un metodo per dimagrire: appartiene alla dimensione della fede e ha un significato interiore, per cui va distinto dalle diete e dai metodi di salute, e le questioni di alimentazione, peso e salute vanno affidate al medico e ai professionisti competenti, non a una pratica di fede.

Il digiuno fa bene alla salute?

Il digiuno di cui parliamo appartiene alla dimensione spirituale, non a quella medica, e non va presentato come una pratica dai benefici di salute garantiti. Anzi, il digiuno riguarda il corpo e può essere dannoso o controindicato in molte condizioni; per le questioni di salute e di alimentazione il riferimento è sempre il medico. Il digiuno spirituale non va quindi presentato come qualcosa che “fa bene alla salute”: è una pratica di fede, non un metodo terapeutico, e poiché riguarda il corpo può anzi essere rischioso in molte condizioni, per cui ogni questione di salute e ogni pratica che coinvolga l’alimentazione vanno valutate con il medico.

Il digiuno è adatto a tutti?

No, il digiuno non è adatto a tutti: in gravidanza e allattamento, nei bambini, negli anziani fragili, in presenza di patologie come il diabete e molte altre, di terapie o di condizioni particolari, può essere dannoso o controindicato, e in questi casi è indispensabile consultare il medico e spesso astenersene. Le stesse tradizioni prevedono dispense per motivi di salute. Il digiuno non è quindi adatto a tutti: in molte condizioni — gravidanza, patologie, età fragili, terapie — può essere dannoso e richiede il consulto del medico o va evitato, e chi ha o ha avuto disturbi del comportamento alimentare deve prestare massima attenzione, poiché la salute è un valore che la fede non chiede mai di danneggiare.

Che rapporto ha il digiuno con la preghiera e la carità?

Nella tradizione cristiana, il digiuno è tradizionalmente unito alla preghiera e alla carità: il digiuno sostiene la preghiera e disponendo il cuore all’ascolto di Dio, e si lega alla carità come privarsi per condividere con chi ha bisogno. Un digiuno vissuto solo come privazione esteriore, senza amore e apertura al prossimo, perde il suo senso. Il digiuno ha quindi, nella tradizione cristiana, uno stretto rapporto con la preghiera e la carità: è unito alla preghiera come sostegno alla vita spirituale e alla carità come solidarietà con chi ha fame, per cui il suo senso pieno non è la sola privazione, ma il legame con l’amore di Dio e del prossimo.

Quando rivolgersi a una figura competente?

Per vivere il digiuno nel suo senso spirituale, il riferimento è una guida spirituale, un sacerdote, un religioso o la propria comunità di fede, che aiutano a viverlo con equilibrio e senza eccessi. È però fondamentale, per ogni aspetto che riguarda la salute e l’alimentazione, rivolgersi al medico: prima di praticare il digiuno in presenza di patologie, gravidanza, età fragili o condizioni particolari, e in ogni caso di dubbio. È particolarmente importante: chi soffre o ha sofferto di disturbi del comportamento alimentare deve rivolgersi a professionisti competenti — medici, psicologi, servizi specializzati —, poiché in questi casi il digiuno può essere rischioso. In caso di malessere, di sofferenza psicologica o di pensieri di farsi del male, è indispensabile cercare aiuto subito, ad esempio tramite un medico, servizi psicologici, un numero di emergenza o il Telefono Amico. Come sempre, vale il fatto che la dimensione spirituale non sostituisce mai le cure e l’attenzione alla salute, che vanno affidate ai professionisti competenti.

Conclusione

L’astinenza volontaria dal cibo per un tempo, praticata come esercizio spirituale e di fede, come cammino di purificazione interiore, di preghiera e di solidarietà: il digiuno è una pratica antica e diffusa, presente nella tradizione cristiana e in molte tradizioni religiose. Il digiuno è l’astinenza volontaria dal cibo praticata come esercizio spirituale e di fede. Abbiamo visto che cos’è il digiuno, il suo senso spirituale e — aspetto essenziale — il legame con la salute e la prudenza. Come sempre, vale il fatto che ho presentato questo tema con rispetto per la fede e le tradizioni religiose, a partire dall’esperienza cristiana e monastica che conosco: il digiuno, nel suo senso spirituale, appartiene alla dimensione della fede ed è vissuto come un esercizio prezioso di penitenza, purificazione, preghiera, autocontrollo e solidarietà, tradizionalmente unito alla preghiera e alla carità. Come tale non è oggetto di prova scientifica, va presentato con rispetto e senza promesse di benefici garantiti, e non va confuso con una dieta o un metodo di salute. È di grande importanza ribadire che il digiuno, anche spirituale, riguarda il corpo e va sempre vissuto con prudenza e attenzione alla salute, che è un valore da rispettare: non è adatto a tutti — in gravidanza, in presenza di patologie, di disturbi del comportamento alimentare o di condizioni particolari è indispensabile consultare il medico e spesso astenersene —, non va mai portato all’eccesso o forzato in modo dannoso, e ogni questione di salute e alimentazione va affidata al medico e ai professionisti competenti. In caso di disturbi alimentari o di malessere, il riferimento sono le figure competenti, e in caso di pensieri di farsi del male è indispensabile cercare aiuto subito. Chi vive il digiuno per ciò che è — un esercizio spirituale di fede, unito alla preghiera e alla carità, e non una dieta né una pratica da forzare —, lo vive nella fede, con equilibrio, misura e piena attenzione alla salute, nel rispetto del proprio cammino e del proprio corpo.

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