monastery peaceful (foto: xiquinhosilva / CC BY 2.0, Wikimedia Commons)

Cos’è la lode?

Innalzare il cuore in un canto di gioia, riconoscere e celebrare la grandezza e la bontà del divino, esprimere gratitudine e meraviglia: la lode è una dimensione profonda e antica dell’esperienza religiosa e spirituale, presente in molte tradizioni di fede. È un tema che tocca il cuore della vita di preghiera e del rapporto con Dio. La lode è, in senso religioso, l’atto con cui il credente riconosce, celebra ed esalta la grandezza, la bontà e la santità di Dio, esprimendo ammirazione, gratitudine e gioia non tanto per chiedere qualcosa, quanto per riconoscere e celebrare Dio stesso per ciò che è. Ma che cos’è esattamente la lode, di cosa si tratta e come la si può inquadrare? La lode è l’atto con cui il credente riconosce e celebra la grandezza e la bontà di Dio, con gratitudine e gioia. È una dimensione di fede, che questo articolo presenta con rispetto, senza pretese di prova scientifica.

In questo articolo di Volosilente vorrei proporre, con rispetto per la fede e le tradizioni religiose, uno sguardo accessibile su che cosa sia la lode e come la si possa inquadrare. È bene dire con chiarezza fin dall’inizio: la lode appartiene alla dimensione della fede e della vita spirituale, ed è vissuta da molti credenti come parte fondamentale del proprio rapporto con Dio. Come tale, essa non è oggetto di prova scientifica: si tratta di una questione di fede e di esperienza spirituale, che qui viene presentata con rispetto e in modo informativo, senza pretese di dimostrazione né promesse di risultati garantiti. Parlerò soprattutto della lode nella tradizione cristiana, che conosco da vicino come monaco benedettino e in cui la lode occupa un posto centrale, ma la dimensione della lode è presente, in forme diverse, in molte tradizioni religiose. Il mio intento non è convincere né dimostrare, ma offrire, con delicatezza e rispetto, uno sguardo su questa antica dimensione dell’esperienza di fede, nella consapevolezza che ciascuno la vive all’interno del proprio cammino e della propria libertà.

Che cos’è la lode?

La lode è, in senso religioso, l’atto con cui il credente riconosce, celebra ed esalta la grandezza, la bontà e la santità di Dio. A differenza della preghiera di domanda, con cui si chiede qualcosa, e in parte anche della preghiera di ringraziamento, con cui si rende grazie per un dono ricevuto, la lode è rivolta a Dio non tanto per ciò che dà, quanto per ciò che è: è il riconoscere e celebrare Dio stesso, la sua grandezza, il suo amore, la sua bellezza. In questo senso la lode ha un carattere gratuito e disinteressato: nasce dalla meraviglia e dalla gioia del cuore che contempla Dio, più che dal bisogno. Nella tradizione cristiana la lode ha un posto centrale: pensiamo ai Salmi, molti dei quali sono canti di lode, alla liturgia, all’innologia, al canto. Nella vita monastica benedettica, l’Opus Dei, la lode di Dio nella preghiera comune scandita dalle ore, è considerata il cuore stesso della giornata. Ma la lode è presente, in forme proprie, in molte tradizioni religiose. Essa può esprimersi con la parola, con il canto, con la musica, con il silenzio adorante, con tutta la vita. È importante ricordare che la lode appartiene alla dimensione della fede e dell’esperienza spirituale. È importante inquadrare la lode come l’atto di riconoscere e celebrare la grandezza e la bontà di Dio. Questo riconoscere e celebrare Dio per ciò che è, è ciò che si intende per lode.

Capire che cos’è la lode aiuta a inquadrarla. Essa è l’atto con cui il credente riconosce e celebra la grandezza e la bontà di Dio, con gratitudine e gioia. Questo carattere la contraddistingue. Come sempre, vale il fatto che appartiene alla dimensione della fede. Capire che cos’è la lode aiuta a inquadrarla, poiché si riconosce che essa è rivolta a Dio non tanto per ciò che dà, quanto per ciò che è, che ha un carattere gratuito e nasce dalla meraviglia e dalla gioia del cuore, che nella tradizione cristiana ha un posto centrale nei Salmi e nella liturgia, e che appartiene alla dimensione della fede e dell’esperienza spirituale.

La lode nella tradizione cristiana

Nella tradizione cristiana, che presento con rispetto e da credente, la lode occupa un posto di grande rilievo. Le Sacre Scritture sono ricche di lode: il libro dei Salmi, in particolare, è per molti versi un grande libro di lode, in cui il credente esalta Dio per la sua grandezza, la sua bontà, la sua fedeltà e le sue opere. Molti Salmi si aprono o si chiudono con l’invito “Lodate il Signore”. La lode attraversa poi tutta la vita liturgica cristiana: la celebrazione, gli inni, i cantici, il canto sacro sono espressioni di lode comunitaria. Nella tradizione monastica, e in particolare in quella benedettina a cui appartengo, la Liturgia delle Ore — la preghiera comune che scandisce la giornata in vari momenti — è vissuta come lode di Dio, tanto che viene chiamata Opus Dei, “opera di Dio”, ed è considerata il cuore della vita del monaco. La lode, in questa prospettiva di fede, non è vista come un obbligo esteriore, ma come la risposta gioiosa e gratuita del cuore che riconosce e ama Dio. Vorrei sottolineare che presento questa tradizione con rispetto, come espressione di fede: non intendo dimostrarne la verità, ma mostrarne il senso all’interno dell’esperienza credente. Capire il posto della lode nella tradizione cristiana aiuta a coglierne il senso e la centralità.

Capire il posto della lode nella tradizione cristiana aiuta a coglierne il senso e la centralità. Essa attraversa i Salmi, la liturgia e, nella vita monastica, la Liturgia delle Ore, cuore della giornata. Questa centralità è significativa. Come sempre, vale il fatto che la presento con rispetto, come espressione di fede. Capire il posto della lode nella tradizione cristiana aiuta a coglierne il senso e la centralità, poiché si riconosce che le Scritture, e in particolare i Salmi, ne sono ricche, che essa attraversa tutta la vita liturgica e il canto sacro, e che nella tradizione benedettina la Liturgia delle Ore è vissuta come lode di Dio e cuore della giornata del monaco.

Idea comune e realtà

Aspetto Idea comune Realtà
Natura Un modo per chiedere favori a Dio Riconoscere e celebrare Dio per ciò che è
Motivazione Ottenere qualcosa in cambio Gratuita, nasce da meraviglia e gioia
Ambito Solo parole recitate Parola, canto, musica, silenzio, vita intera
Statuto Una tecnica dai risultati garantiti Una dimensione di fede, non una prova scientifica
Nucleo Riconoscere e celebrare la grandezza e la bontà di Dio

La lode e la gratuità del cuore

Un aspetto che tocca il cuore della lode, e che vorrei approfondire da credente e con rispetto, è la sua gratuità. La lode autentica non è un mezzo per ottenere qualcosa: non si loda Dio per ricevere favori o come una tecnica per garantirsi risultati. Al contrario, la lode nasce dalla gratuità del cuore che, contemplando la grandezza, la bontà e la bellezza di Dio, si apre alla meraviglia, alla gratitudine e alla gioia, e desidera semplicemente riconoscere e celebrare Dio per ciò che è. In questo senso la lode è, per il credente, una delle espressioni più pure e disinteressate del rapporto con Dio: un cuore che loda è un cuore che ama e che riconosce. Vorrei però ribadire, per onestà e rispetto, che tutto questo appartiene alla dimensione della fede: non è dimostrabile né confutabile scientificamente, e non va inteso come una tecnica dai risultati garantiti. Presento la lode come esperienza spirituale e di fede, con la delicatezza dovuta a un tema tanto intimo, nel rispetto di chi crede, di chi cerca e di chi non condivide questa fede. Capire la lode come gratuità del cuore aiuta a coglierne il senso più autentico, come dimensione di fede.

Capire la lode come gratuità del cuore aiuta a coglierne il senso più autentico, come dimensione di fede. Essa non è un mezzo per ottenere qualcosa, ma nasce dalla meraviglia e dalla gioia di riconoscere Dio per ciò che è. Questa gratuità è importante. Come sempre, vale il fatto che appartiene alla fede e non è una prova scientifica. Capire la lode come gratuità del cuore aiuta a coglierne il senso più autentico, poiché si riconosce che la lode autentica non è un mezzo per ottenere favori né una tecnica dai risultati garantiti, ma nasce dalla gratuità del cuore che contempla Dio, e che tutto questo appartiene alla dimensione della fede, presentata con rispetto e senza pretese di dimostrazione.

Lode, gioia e vita quotidiana

Un altro aspetto che desidero approfondire, sempre con rispetto, è il legame tra la lode, la gioia e la vita quotidiana del credente. Per chi vive una fede, la lode non è confinata a momenti particolari o ai luoghi di culto, ma può diventare un atteggiamento del cuore che accompagna la giornata: uno sguardo capace di riconoscere e celebrare la presenza e la bontà di Dio anche nelle cose semplici, nella bellezza del creato, negli incontri, nei doni ricevuti. In questo senso molti credenti parlano di una “vita come lode”, in cui anche il lavoro, le relazioni e i gesti quotidiani possono essere vissuti come offerta e riconoscimento. La lode è inoltre legata alla gioia: non a un’euforia superficiale, ma a una gioia profonda che nasce dal sentirsi amati e dal riconoscere il bene. Vorrei precisare, con onestà, che ciò non significa negare le fatiche, i dubbi o le sofferenze della vita: la lode autentica convive con essi, e in molte tradizioni troviamo anche la preghiera del lamento e della domanda accanto a quella della lode. Anche qui parlo dall’interno di un’esperienza di fede, con rispetto per ogni cammino. Capire il legame tra lode, gioia e vita quotidiana aiuta a coglierne la dimensione concreta e vissuta, sempre come esperienza di fede.

Capire il legame tra lode, gioia e vita quotidiana aiuta a coglierne la dimensione concreta e vissuta, sempre come esperienza di fede. La lode può diventare un atteggiamento del cuore che riconosce il bene anche nelle cose semplici, legato a una gioia profonda. Questa dimensione è significativa. Come sempre, vale il fatto che la lode autentica convive con le fatiche e i dubbi. Capire il legame tra lode, gioia e vita quotidiana aiuta a coglierne la dimensione concreta e vissuta, poiché si riconosce che per il credente la lode può diventare uno sguardo che celebra la bontà di Dio anche nel quotidiano, che è legata a una gioia profonda e non superficiale, e che non nega le fatiche e le sofferenze, con cui la lode autentica convive.

Lode, ringraziamento e domanda nella preghiera

Un aspetto che aiuta a comprendere meglio la lode è collocarla accanto alle altre forme della preghiera, con cui si intreccia nella vita di fede. La tradizione cristiana, e in generale la vita di preghiera, conosce diverse dimensioni: la domanda, con cui si chiede a Dio un aiuto o una grazia; il ringraziamento, con cui si rende grazie per un dono ricevuto; l’intercessione, con cui si prega per gli altri; il pentimento, con cui si riconoscono i propri limiti; e la lode, con cui si riconosce e celebra Dio per ciò che è. Queste dimensioni non si escludono, ma convivono e si completano: nella preghiera di un credente possono alternarsi la richiesta e la lode, il grazie e la domanda. La lode, in particolare, ha però un carattere proprio e, in un certo senso, culminante: è la dimensione più gratuita e disinteressata, in cui il cuore non chiede e non ringrazia per un dono specifico, ma semplicemente si rivolge a Dio per adorarlo e celebrarlo. Per questo molte tradizioni la considerano una delle espressioni più alte della preghiera. Presento anche questo, con rispetto, come parte dell’esperienza di fede. Capire il rapporto tra lode, ringraziamento e domanda aiuta a coglierne il carattere proprio all’interno della vita di preghiera.

Capire il rapporto tra lode, ringraziamento e domanda aiuta a coglierne il carattere proprio all’interno della vita di preghiera. La lode è la dimensione più gratuita, che non chiede né ringrazia per un dono, ma celebra Dio per ciò che è. Questo carattere è significativo. Come sempre, vale il fatto che le diverse forme di preghiera convivono e si completano. Capire il rapporto tra lode, ringraziamento e domanda aiuta a coglierne il carattere proprio, poiché si riconosce che la vita di preghiera conosce domanda, ringraziamento, intercessione, pentimento e lode, che queste dimensioni convivono e si completano, e che la lode ha un carattere gratuito e in un certo senso culminante, come riconoscimento di Dio per ciò che è.

Domande frequenti

Che cos’è la lode?

La lode è, in senso religioso, l’atto con cui il credente riconosce, celebra ed esalta la grandezza, la bontà e la santità di Dio, esprimendo ammirazione, gratitudine e gioia non tanto per chiedere qualcosa, quanto per riconoscere e celebrare Dio stesso per ciò che è. La lode è quindi l’atto con cui il credente riconosce e celebra la grandezza e la bontà di Dio, con gratitudine e gioia; è una dimensione di fede, che questo articolo presenta con rispetto e in modo informativo, senza pretese di prova scientifica né di risultati garantiti.

Qual è la differenza tra lode e preghiera di domanda?

La preghiera di domanda è quella con cui il credente chiede qualcosa a Dio — un aiuto, una grazia, un dono —, mentre la lode è rivolta a Dio non tanto per ciò che dà, quanto per ciò che è: è il riconoscere e celebrare la sua grandezza e bontà, con carattere gratuito e disinteressato. Entrambe fanno parte della vita di preghiera, ma con accenti diversi. La differenza è quindi che nella domanda si chiede qualcosa a Dio, mentre nella lode lo si riconosce e celebra per ciò che è, con gratuità: la lode nasce dalla meraviglia e dalla gioia del cuore più che dal bisogno, pur essendo entrambe espressioni della vita di fede e di preghiera.

La lode è solo cristiana?

No, pur avendo un posto centrale nella tradizione cristiana — nei Salmi, nella liturgia, nel canto sacro e, nella vita monastica, nella Liturgia delle Ore —, la dimensione della lode è presente, in forme proprie e diverse, in molte tradizioni religiose, che a loro modo riconoscono e celebrano il divino. In questo articolo ne parlo soprattutto dalla prospettiva cristiana che conosco da vicino. La lode non è quindi solo cristiana: pur essendo centrale nel cristianesimo, la dimensione del riconoscere e celebrare il divino è presente in forme diverse in molte tradizioni religiose, e va accostata con rispetto per ciascuna di esse e per il cammino di ogni persona.

Bisogna cantare o usare parole particolari per lodare?

No, la lode può esprimersi in molti modi: con la parola e la preghiera, con il canto e la musica — che hanno un posto importante in molte tradizioni —, ma anche con il silenzio adorante, con la contemplazione e, per il credente, con la vita stessa vissuta come riconoscimento e offerta. Non esistono parole “magiche”: ciò che conta è l’atteggiamento del cuore. Non bisogna quindi necessariamente cantare o usare parole particolari per lodare: la lode può esprimersi con la parola, il canto, la musica, il silenzio o la vita intera, poiché ciò che conta non è una formula, ma l’atteggiamento del cuore che riconosce e celebra Dio, nella libertà e nella verità di ciascuno.

La lode “funziona” o dà risultati garantiti?

La lode non va intesa come una tecnica dai risultati garantiti o come un mezzo per ottenere favori: appartiene alla dimensione della fede e dell’esperienza spirituale, non a quella della prova scientifica, ed è per sua natura gratuita e disinteressata. Presentarla come un metodo per ottenere benefici sicuri ne tradirebbe il senso e sarebbe scorretto. La lode non “funziona” quindi come una tecnica né dà risultati garantiti: è una dimensione di fede, gratuita e disinteressata, non dimostrabile né confutabile scientificamente, e chi ne parla con onestà la presenta con rispetto e senza promesse di risultati, nel riconoscimento della libertà di ciascuno.

Quando rivolgersi a un professionista?

La lode e la vita di preghiera appartengono alla dimensione della fede e non sostituiscono, quando servono, l’aiuto di figure competenti. Per le domande di fede e per il cammino spirituale, il riferimento adeguato è una guida spirituale, un sacerdote, un religioso o la propria comunità di fede. Per le questioni di salute è opportuno rivolgersi al medico e, per le difficoltà psicologiche come ansia, depressione o forte sofferenza interiore, a uno psicologo o a uno psicoterapeuta: la preghiera può accompagnare, ma non sostituisce queste cure. È particolarmente importante: in caso di profonda sofferenza interiore o di pensieri di farsi del male, è indispensabile cercare aiuto subito, ad esempio tramite un medico, servizi psicologici, un numero di emergenza o il Telefono Amico. Come sempre, vale il fatto che la dimensione spirituale e quella dell’aiuto professionale non si escludono, ma vanno tenute insieme con equilibrio, affidando ciascuna questione alle figure competenti. Il tuo benessere, su ogni piano, merita cura e rispetto.

Conclusione

Innalzare il cuore in un canto di gioia, riconoscere e celebrare la grandezza e la bontà del divino, esprimere gratitudine e meraviglia: la lode è una dimensione profonda e antica dell’esperienza religiosa e spirituale, presente in molte tradizioni di fede. La lode è l’atto con cui il credente riconosce e celebra la grandezza e la bontà di Dio, con gratitudine e gioia. Abbiamo visto che cos’è la lode, quale posto occupi nella tradizione cristiana, come sia legata alla gratuità del cuore e alla gioia della vita quotidiana. Come sempre, vale il fatto che ho presentato questo tema con rispetto per la fede e le tradizioni religiose, dall’interno dell’esperienza cristiana e monastica che conosco: la lode appartiene alla dimensione della fede e dell’esperienza spirituale, ed è per molti credenti parte fondamentale del rapporto con Dio. Come tale, non è oggetto di prova scientifica: è una questione di fede, presentata qui in modo informativo e rispettoso, senza pretese di dimostrazione né promesse di risultati garantiti. La lode autentica è gratuita e disinteressata, nasce dalla meraviglia e dalla gioia del cuore che riconosce Dio per ciò che è, e non è una tecnica per ottenere favori. È bene ricordare che la vita spirituale non sostituisce, quando serve, l’aiuto di figure competenti: una guida spirituale per il cammino di fede, il medico per la salute, uno psicologo o psicoterapeuta per il disagio psicologico, e in caso di pensieri di farsi del male è indispensabile cercare aiuto subito. Chi accosta la lode per ciò che è — una preziosa e antica dimensione di fede, gratuita e gioiosa —, la vive nella libertà e nella verità del proprio cammino, con rispetto per sé e per gli altri.

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